In ogni ambito della nostra vita, lavoro, sfera sociale, famiglia, la comunicazione empatica è uno strumento importante e prezioso.
L’empatia è quella “capacità di sentire dentro di sé ciò che sta sentendo un altro” senza usare il canale delle parole, comprendere l’altro ed entrare nel suo mondo.
Per alcuni è più facile per altri non è così semplice!
Andiamo a vedere i maggiori ostacoli allo sviluppo della comunicazione empatica:
1) IL PREGIUDIZIO
Nel meccanismo dell’empatia, le critiche e i giudizi sono banditi! Tutto quello che interessa chi ascolta è solo l’esperienza emotiva dell’interlocutore.
Che fare? Lavorare sullo sviluppo di questa abilità significa imparare a non giudicare l’altro dalla prima impressione.
2) ATTEGGIAMENTO INDAGATORE
Concentrati di più sui particolari e sui fatti invece che su ciò che sta sentendo l’altro!
3) DARE SOLUZIONI
Basarti sulla tua esperienza o su quella di altri potrebbe aiutarti a comprendere l’altro!
4) USARE FRASI CONSOLATORIE
Frasi generaliste come “vedrai che poi andrà meglio – ci siamo passati tutti?” e così via, non considerano la situazione specifica e non servono ad entrare in contatto con il prossimo.
5) ESPRIMERE GIUDIZI PERSONALI
Come nel punto uno, i giudizi personali anche se importanti, sono banditi nel caso della comunicazione empatica, a volte bisogna sapersi mordere la lingua!
Quindi quali sono le tecniche per attivare una relazione empatica?
I due elementi per sviluppare una comunicazione di questo tipo sono:
1) LA COMPRENSIONE
Dobbiamo spostare il focus dal cosa al come: concentrarci cioè non sui fatti, ma sulle sfumature emotive della narrazione. è proprio attraverso tali sfumature che riusciamo a cogliere le informazioni sullo stato d’animo del narratore. Tuttavia, affinchè l’altro si apra e ci dia l’opportunità di comprenderlo, è necessario dare dimostrazione di saper ascoltare.
2) L’ASCOLTO ATTIVO
Saper ascoltare significa essere aperti allo scambio, all’interazione e alla crescita personale, ma ciò richiede la messa in campo di tutta l’attenzione, la sensibilità, la comprensione, l’intelligenza, l’empatia di cui siamo capaci.
Quando ci relazioniamo agli gli altri, infatti, il più delle volte ci limitiamo a “sentire” i loro discorsi ma in realtà non stiamo ascoltando attivamente! Chi ascolta attivamente non è più un ricevente passivo ma qualcuno che agisce per facilitare la comunicazione e che invia feedback continui. L’ascolto attivo può rivelarsi un vero alleato anche nelle relazioni quotidiane in quanto permette di instaurare un contatto autentico con l’altro e quindi di avviare un tipo di comunicazione più efficace e proficua.
La tecnica del “rispecchiamento empatico” da all’altro la sensazione di essere compreso e permette l’instaurarsi si un clima di fiducia. Ciò può avvenire solo attraverso l’attenzione ai contenuti e la comprensione degli stati d’animo, evitando di ricorrere a interpretazioni. L’utilizzo di segnali di contatto è un’altra tecnica per promuovere un ascolto di tipo attivo: sguardi benevoli, sorrisi, cenni di assenso con il capo o con il viso ti serviranno ad evidenziare una presenza incoraggiante e rassicurante nel prossimo!

